Comunicare tramite la Luna – Il sogno dei radioamatori

Hai mai immaginato di trasmettere un segnale radio che viaggia per quasi 800.000 chilometri, rimbalza sulla superficie lunare e ritorna sulla Terra per essere ricevuto da un altro appassionato dall’altra parte del globo? Benvenuto nel mondo affascinante dei collegamenti EME (Earth-Moon-Earth), una delle discipline più affascinanti, complesse e prestigiose del radioamatore moderno.

I collegamenti EME non sono solo una sfida tecnica, ma anche un atto poetico: è come sussurrare alla Luna e aspettare che essa risponda. Per riuscirci servono passione, pazienza, una solida preparazione tecnica e, naturalmente, l’attrezzatura giusta.

In questo articolo scopriremo cos’è un collegamento EME, come funziona, quali sono le difficoltà, che attrezzatura serve, quali bande e modalità operative sono più usate, e quali consigli pratici seguire per iniziare. Un viaggio tecnico ed emozionale tra Terra, spazio e Luna, ottimizzato per darti tutte le informazioni necessarie a portare il tuo hobby a un livello letteralmente “astronomico”.


Cos’è un collegamento EME?

Il collegamento Earth-Moon-Earth, noto anche come “Moonbounce”, è una tecnica di comunicazione radio in cui i segnali vengono inviati dalla Terra, riflessi sulla superficie della Luna e ricevuti nuovamente sulla Terra, in un altro punto del pianeta.

Questo tipo di comunicazione sfrutta la Luna come un riflettore passivo. Il segnale trasmesso percorre circa 384.000 km per arrivare alla Luna e altri 384.000 km per tornare, per un totale di circa 768.000 km. A causa delle grandi distanze, il segnale subisce un’attenuazione enorme, rendendo la ricezione estremamente debole. Ma con le tecnologie e le conoscenze moderne, è possibile superare queste sfide.

Un po’ di storia

Il primo esperimento di comunicazione EME risale al 1946, quando l’esercito americano, tramite il progetto “Project Diana”, riuscì a ricevere un’eco radio dei propri segnali trasmessi verso la Luna. Da allora, l’EME è diventato un territorio di esplorazione privilegiato per i radioamatori più appassionati, rappresentando una delle più grandi conquiste del radiantismo.


Le sfide tecniche del Moonbounce

Fare EME non è come fare un QSO in 40 metri con una verticale. Ecco le principali difficoltà che rendono questa attività così speciale:

1. Attenuazione del segnale

Uno dei principali ostacoli è la perdita di segnale. Il path loss medio per un collegamento EME è di circa 250-270 dB! Questo significa che il segnale ricevuto sarà estremamente debole, anche usando potenze elevate e grandi antenne.

2. Ritardo del segnale

Il ritardo tra trasmissione e ricezione è di circa 2,5 secondi. Questo rende la comunicazione meno fluida, ma è parte integrante dell’esperienza.

3. Doppler Shift

La Luna è in movimento rispetto alla Terra. Questo comporta una variazione della frequenza del segnale ricevuto rispetto a quello trasmesso, che può arrivare fino a ±300 Hz sulle bande VHF/UHF.

4. Precisione di puntamento

La Luna occupa solo mezzo grado nel cielo. Serve quindi un sistema di puntamento estremamente preciso per mantenere le antenne allineate durante tutta la finestra di comunicazione.


L’attrezzatura necessaria per i collegamenti EME

1. Antenne direzionali ad alto guadagno

Per avere successo in EME servono antenne a elevato guadagno. Tipicamente si utilizzano array di Yagi o parabole, a seconda della banda:

  • 144 MHz (2 metri): Array di Yagi in fase
  • 432 MHz (70 cm): Array più grandi o parabole
  • 1,2 GHz e oltre: Riflettori parabolici (tipici i 3–5 metri di diametro)

2. Trasmettitore ad alta potenza

Un normale ricetrasmettitore non basta. La maggior parte degli operatori EME utilizza amplificatori di potenza da 400W a oltre 1 kW, specialmente sulle bande VHF/UHF.

3. Pre-amplificatori a basso rumore (LNA)

Un LNA è fondamentale per poter ricevere segnali debolissimi. Posizionato il più vicino possibile all’antenna, riduce il rumore di sistema e migliora il rapporto segnale/rumore.

4. Sistema di tracciamento lunare

Un rotore azimut/elevazione controllato da software consente di seguire la posizione della Luna nel cielo, tenendo conto anche del Doppler Shift.

5. Software e PC

Programmi come WSJT-X (moda JT65 o Q65), MAP65, MoonSked o PstRotator sono essenziali per la pianificazione, il tracciamento e la decodifica dei segnali digitali.


Bande e modalità più usate in EME

Bande operative comuni

  • 2 m (144 MHz): La più popolare per l’EME; molte stazioni attive, sia in CW che in digitale.
  • 70 cm (432 MHz): Ottimo compromesso tra attenuazione e direttività.
  • 23 cm (1,2 GHz) e oltre: Utilizzate da stazioni molto avanzate, spesso con parabole.

Modalità operative

  • CW (telegrafia): Affascinante ma molto impegnativa; richiede orecchio esperto.
  • SSB: Rara in EME, utilizzata solo tra stazioni con segnali molto forti.
  • JT65, Q65: Le modalità digitali più utilizzate, grazie alla capacità di decodificare segnali fino a -25 dB sotto il rumore.

Come iniziare con l’EME: guida passo passo

1. Studia la teoria

Comprendere l’effetto Doppler, la perdita di percorso, il link budget, l’angolo di elevazione e il guadagno di antenna è essenziale.

2. Inizia in ricezione

Il primo passo può essere provare a ricevere segnali EME (ad esempio beacon o stazioni attive su 144 MHz). Così potrai testare il tuo LNA, software e sistema di tracking.

3. Usa le finestre lunari

La Luna è visibile solo per alcune ore ogni giorno. Usa software come MoonSked o Gpredict per pianificare le sessioni.

4. Entra nella community

Forum, gruppi Telegram, Facebook e la mailing list Moon-Net sono ottimi punti di partenza per trovare supporto e contatti per i tuoi primi QSO.


Le grandi soddisfazioni dell’EME

Fare un QSO EME, anche solo uno, è un’esperienza irripetibile. Sentire il tuo segnale tornare dalla Luna, oppure riuscire a completare un collegamento con una stazione dall’altra parte del mondo, sapendo che il segnale ha attraversato lo spazio, è qualcosa che va oltre il semplice hobby.

L’EME è una delle più pure espressioni della scienza e dell’artigianato radiantistico. Richiede dedizione, ma restituisce emozioni autentiche.


Progetti EME famosi e ispiratori

  • HB9Q: Stazione svizzera estremamente attiva, punto di riferimento per chi inizia.
  • DL7APV (SK): Leggendario operatore con un array impressionante su 2 metri.
  • W5UN: Primo radioamatore a completare il WAS (Worked All States) via EME.

Collegamenti EME in Italia

L’Italia vanta diversi operatori di alto livello che hanno costruito impianti EME eccellenti. Ecco alcuni call di riferimento:

  • I2FAK
  • IZ8GGF
  • IK1UWL
  • I3MEK
  • IK2DDR

Molti partecipano a contest EME internazionali, contribuendo con log e report tecnici. Una community orgogliosa e solidale.


Domande frequenti (FAQ) sull’EME

È possibile fare EME con piccole antenne?

Sì, specialmente in modalità digitale, con pazienza e in condizioni favorevoli. Tuttavia, le prestazioni migliorano sensibilmente con array più grandi.

Quale è la migliore banda per iniziare?

La banda dei 2 metri (144 MHz) è ideale: buona attività, antenne gestibili e ottima community.

Posso fare EME in città?

Dipende. L’EME è sensibile al rumore e agli ostacoli, ma con una buona linea di vista sulla Luna e un LNA efficiente, è possibile anche in ambienti urbani.

Che licenza serve?

Serve una licenza di classe superiore, con permesso di trasmissione in VHF/UHF/SHF, e conoscenze tecniche avanzate.


L’esperienza di Salvatore IZ8GGF

Avendo il piacere di conoscere Salvatore IZ8GGF, OM molto attivo nell’ambito delle trasmissioni EME, condividiamo il suo punto di vista su questo argomento, ringraziandolo fortemente per questa preziosissima testimonianza.

Quando e perché hai deciso di cimentarti nei collegamenti EME?

Molti anni fa, all’incirca nel 2005, vidi un video su YouTube dove un OM salutava la luna e quel ciao luna arrivò al suo apparato dopo circa 3 secondi . Questo video mi rimase impresso e incominciai a studiare come poter riuscirci anch’io . La svolta è avvenuta qualche anno fa’ quando mi sono iscritto a un gruppo

di microondisti e li’ ho’ imparato tante cose soprattutto il mio mentore è stato Francesco IU0BTM che mi ha’ aiutato passo passo.

Qual è stato il tuo primo contatto via EME e come lo hai vissuto?

Il mio primo contatto è stato con HB9Q una delle stazioni più forti a livello mondiale, è stato straordinario quel giorno non ho dormito tutta la notte dall’emozione.

Qual è stato il collegamento più difficile o memorabile che hai realizzato via EME?

Il collegamento più difficile è stato quello con HD8G una spedizione sulle Isole Galapagos era il terzo giorno praticamente il penultimo della loro attività ero quasi rassegnato e deluso perché non riuscivo a decodificarlo . Anche perché le sue condizioni erano al limite lui trasmetteva con una parabola da 240cm e 150w e le condizioni della luna non erano molto favorevoli x inclinazione bassa. Ma poi all’improvviso mi compare sullo spettro decodificandolo con un segnale di -27 dopo averlo chiamato riesco a metterlo al log troppo felice.

Quali sono gli errori più comuni che vedi nei principianti che si avvicinano all’EME?

In realtà ho notato che la maggior parte di chi fa attività eme ha’ già molta esperienza non mi è capitato ancora di incontrare qualche novizio . La cosa invece che noto che inizialmente c’è molto interesse ma poi mollano anche perché la maggior parte dei radioamatori che vengono dalle HF pensano che prendono il Mic e fanno cqcq . L’EME non funziona così bisogna fare molto ascolto prima di iniziare a trasmettere.

Qual è il tuo consiglio principale per chi vuole iniziare questa avventura?

Consiglio a tutti coloro che si avvicinano a questo mondo di guardare con attenzione e curiosità ciò che gli altri realizzano. Una volta trovata la banda di interesse provarci e riprovarci fin quando non si riesce. Vi assicuro che oggi ci sono dei gruppi con persone fantastiche in tutto il mondo pronti a rispondere a tutte le domande.



Porta la tua passione tra le stelle

Se sei un radioamatore in cerca di nuove sfide, il Moonbounce è il tuo Everest. Non è semplice, ma è assolutamente realizzabile. L’EME è una di quelle rare attività che unisce la passione per la radio, l’amore per la scienza e il fascino del cosmo.

Non lasciare che la Luna sia solo un sogno lontano: trasformala nel tuo più affascinante riflettore. Prepara la tua stazione, studia, ascolta e osa. Il tuo prossimo QSO potrebbe arrivare… dalla Luna.


Di iw8ffg

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