Un volontario di protezione civile che si assenta dal lavoro per un’attività autorizzata non deve rimetterci lo stipendio. Lo stabilisce l’articolo 39 del D.Lgs 1/2018, il Codice della protezione civile. Come funzioni davvero, però, è meno ovvio di come suona — e le due situazioni principali non si somigliano affatto.
Cosa deve esserci perché il diritto esista
Prima di parlare di importi, un presupposto che salta troppo spesso: il beneficio riguarda le attività autorizzate. Non basta che il volontario sia andato: serve che l’attività sia stata attivata o autorizzata dall’autorità competente, e che l’organizzazione sia iscritta all’elenco territoriale.
Senza autorizzazione non c’è rimborso, per quanto reale sia stato il lavoro svolto. È la ragione per cui il numero e la data dell’atto di attivazione vanno annotati subito, non cercati dopo.
Se il volontario è un lavoratore dipendente
Il datore di lavoro è tenuto a mantenere il posto e la retribuzione: il volontario riceve lo stipendio come se avesse lavorato. Poi è il datore di lavoro a chiedere il rimborso di quanto ha corrisposto, retribuzione e oneri, alla struttura competente.
Due conseguenze pratiche che si scoprono sempre tardi.
Il beneficiario non è il volontario, quindi il documento che l’associazione produce non serve al volontario: serve alla sua azienda. Se l’attestazione è imprecisa, chi ne subisce le conseguenze è un ufficio del personale che non sa nulla di protezione civile e che, alla seconda richiesta di chiarimenti, comincia a considerare il volontariato un fastidio.
Non c’è un tetto giornaliero in questo caso: si rimborsa l’equivalente di quanto effettivamente pagato. Il massimale di cui si sente parlare riguarda l’altro caso.
Se il volontario è autonomo o libero professionista
Qui non c’è un datore di lavoro che anticipa: c’è un mancato guadagno da compensare, e il rimborso va al volontario stesso.
L’art. 39 comma 5 fissava il limite giornaliero a 103,30 euro, prevedendo l’aggiornamento ogni tre anni sulla base dell’indice ISTAT. Con l’aggiornamento pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 febbraio 2024 — che recepiva una variazione dell’indice dei prezzi del 16,7% fra gennaio 2018 e febbraio 2023 — il massimale è passato a 120,55 euro al giorno.
Il tetto è un massimale, non un forfait: si rimborsa il mancato guadagno documentato fino a quella cifra. E trattandosi di un importo che si aggiorna periodicamente, prima di compilare una domanda conviene verificare quale sia il valore vigente in quel momento.
I due limiti che fanno tornare indietro le domande
- 30 giorni continuativi per singolo evento
- 90 giorni all’anno complessivi
Il primo lo si tiene d’occhio quasi da solo, perché un’emergenza che dura trenta giorni è visibile a tutti. Il secondo no: è cumulativo su tutto l’anno e su tutte le attivazioni, e un volontario molto presente può averlo consumato senza che nessuno lo abbia mai contato.
Il momento sbagliato per accorgersene è quando la domanda torna indietro. Quello giusto è prima di impegnare quella persona: se ha già 88 giorni, va saputo adesso.
Perché la parte difficile non è la norma
Letta così, la regola è semplice. Quello che la rende faticosa è che al momento di compilare bisogna sapere, per ciascuna persona: sotto quale attivazione era impegnata, quali giorni esatti, con quale qualifica lavorativa, e quanti giorni aveva già consumato nell’anno.
Quasi tutte le associazioni ricostruiscono queste informazioni settimane dopo, rileggendo chat, fogli di calcolo e quaderni. Non perché siano disorganizzate: perché nel momento in cui quei dati esistevano — durante l’emergenza — nessuno aveva tempo di metterli in un posto solo.
La differenza fra mezz’ora e tre serate non sta nel conoscere meglio l’articolo 39. Sta nell’aver registrato le presenze mentre le persone erano lì.
Una precisazione doverosa. Questo articolo descrive il quadro nazionale. Le procedure sono regionali: modulistica, portali, termini e ordine dei passaggi li stabilisce la vostra Regione, e cambiano parecchio da una all’altra. In caso di dubbio fanno fede la norma e la vostra struttura regionale, non questa pagina.
Come lo gestisco io
Ho costruito EmerDesk, un sistema di sala operativa che metto a disposizione gratuitamente delle associazioni di volontariato. Le presenze si registrano durante l’attivazione, il conteggio dei 30 consecutivi e dei 90 annui è automatico per volontario e per anno, il massimale degli autonomi è applicato dal sistema, e i moduli escono in PDF pronti da protocollare.
Se vi interessa vederlo, qui c’è la pagina dedicata ai benefici di legge.
