
EmerDesk è un sistema di sala operativa per la protezione civile: eventi, diario protocollato, risorse, turni e rimborsi Art. 39 tenuti insieme mentre l’attivazione succede, non ricostruiti dopo.
L’ho costruito io. È in esercizio, non è un progetto. E lo metto a disposizione delle associazioni di volontariato gratuitamente, ospitato sul mio server: non dovete installare niente.
Il problema non è che mancano le informazioni
È che sono sparpagliate. Il diario è su un quaderno, e chi arriva al cambio turno deve farselo raccontare. I turni sono su un foglio di calcolo che una sola persona sa aggiornare. Le presenze passano da un gruppo WhatsApp e nessuno le conta finché non servono. Lo stato dei mezzi è nella testa di chi li ha assegnati.
Funziona, perché ci sono persone che tengono insieme i pezzi con la memoria e la buona volontà. Ma costa due cose.
Il passaggio di consegne
Ogni cambio turno riparte da un racconto a voce, e qualcosa si perde ogni volta.
Il dopo
Quando l’emergenza finisce arriva la parte che nessuno ama: ricostruire chi c’era, in che giorni, con quale mezzo, per compilare i rimborsi Art. 39 e la rendicontazione Art. 40. Si passano serate a rileggere chat e quaderni per rimettere in fila cose che erano già successe sotto gli occhi di tutti.
Cosa fa
In sala
Ogni evento ha una scheda, un punto sulla mappa, una gravità e una storia. La carta operativa mostra tutti gli eventi aperti insieme e si stampa in PDF con la legenda. Il diario si scrive lì dentro, e ogni voce riceve un numero di protocollo automatico, per sala e per anno: quando qualcuno chiederà «cos’è stato scritto il 14 alle 23:40», la risposta esiste e ha un numero.
Le persone e i mezzi
Anagrafica di volontari, mezzi e attrezzature con lo stato di ciascuno. Turni su calendario settimanale con modelli riutilizzabili, conflitti e copertura minima segnalati dal sistema. Accanto, reperibilità e richieste di indisponibilità con approvazione.
I benefici di legge
Le attivazioni con le presenze giorno per giorno. Da lì escono i rimborsi Art. 39 per dipendenti e autonomi — con il tetto giornaliero e i limiti sui giorni consecutivi e annui già dentro — e la rendicontazione Art. 40 delle spese, con la verifica del termine dei due anni. Percorso di approvazione bozza → inviata → approvata → liquidata, ed export PDF pronto da protocollare.
È la parte che si ripaga da sola alla prima attivazione. Le presenze sono già state registrate mentre le persone erano lì. Non c’è niente da ricostruire.
Il metodo
Struttura di comando ICS per evento, periodi operativi con obiettivi e brief, modulistica ICS 201, 202, 203, 204, 205, 206, 209, 214 versionata e stampabile. Le funzioni di supporto del metodo Augustus, con la denominazione giusta a seconda che si stia lavorando in un COC o in un CCS.
Ventidue procedure operative sono già dentro alla prima accensione: apertura del centro operativo, allertamento della popolazione, evacuazione, ricerca di una persona scomparsa, ondate di calore, blackout, incidente industriale. Sono scritte sulla dottrina — D.Lgs. 1/2018, direttive PCM, Augustus — e vanno adattate al vostro piano, non usate così: nessuno può scrivere da fuori quali sono le vostre sezioni idrometriche o i vostri recapiti. Aprendone una su un evento, le voci si spuntano una per una, con chi e quando, e il fascicolo di chiusura le riporta tutte.
Il territorio, prima che succeda
Il profilo di rischio di ogni comune — frane, alluvioni, popolazione esposta — dalla piattaforma pubblica IdroGEO dell’ISPRA, agganciato a tutti i 7.891 comuni italiani. Le aree di emergenza di attesa, accoglienza e ammassamento, georiferite e viste per territorio di competenza. Le risorse tipizzate secondo i moduli della colonna mobile, con un catalogo unico: perché una richiesta di rinforzo voglia dire la stessa cosa in tutte le sale.
Quello che arriva da fuori
I cittadini possono inviare segnalazioni da un’app — foto, video, posizione — instradate alla sala competente per quel punto e pronte da convertire in evento. Non solo emergenze: le tipologie le decidete voi, e possono comprendere le situazioni sociali e umanitarie di cui vi occupate già.
Una giornata in sala
Non succede niente di straordinario. È la giornata di sempre: la differenza è tutta alla fine.
- 06:20 — Allagamento in via Roma. Si apre l’evento: l’indirizzo diventa coordinate da solo, il punto si sposta con un dito se il civico è sbagliato. Chiunque apra il sistema lo vede.
- 06:25 — La prima voce di diario riceve il numero 0001/2026. Il protocollo non lo assegna una persona: lo assegna il sistema, nell’ordine in cui le cose sono accadute.
- 06:40 — Si sceglie chi risulta disponibile e si assegna il mezzo. Il furgone passa in «impiegato» e non può finire su un secondo evento finché non rientra. Le presenze partono a contare da adesso.
- 08:00 — Cambio turno. Chi entra non chiede «cos’è successo»: apre il diario e legge dal numero dove si era fermato.
- 19:00 — Messaggio critico ai capisquadra, con conferma di lettura esplicita. Il sistema non sostituisce la telefonata: dice a chi va fatta.
- Giorno 10 — Arrivano le richieste di rimborso Art. 39. Non c’è niente da ricostruire. Quello che prima erano tre serate, adesso è mezz’ora.
La proposta: nessun costo, nessuna installazione
Ospito io il sistema. Voi ricevete l’indirizzo e le credenziali, e da quel momento avete la vostra sala operativa. Non serve un server, non serve un tecnico, non serve comprare niente.
- Mezz’ora in videochiamata. Vi mostro un’attivazione dall’inizio alla fine, con dati finti.
- Vi apro la sala. Credenziali e configurazione iniziale: ci vuole un giorno.
- Provatelo su qualcosa di piccolo. Un’esercitazione, o un’attivazione minore. Non su quella grossa: non si cambia strumento sotto pressione.
- Dopo un mese ci risentiamo. Mi dite cosa non va, e quello che non va lo sistemo.
Se un giorno volete andarvene. I dati sono vostri: ve li esporto integralmente, oppure vi installo il sistema su una macchina vostra e ve lo portate a casa. Lo dico adesso, non quando succede.
I due documenti
Scaricabili liberamente, senza lasciare l’email. Se dovete portarli in consiglio direttivo, sono fatti per quello.
- Presentazione — 7 pagine: il problema, cosa fa, una giornata in sala, la proposta.
- Scheda dettagliata — 10 pagine: modulo per modulo, com’è fatto, cosa non c’è ancora, domande frequenti.
